I CEO stressati dalle urgenze. E dai CFO. Ecco l’Indice di BCG

Tensioni esterne, ma anche interne tra board e leadership team. Secondo BCG, oltre il 70% degli amministratori delegati di tutto il mondo riporta livelli di stress clinicamente elevati. Ed il 57% è costretto a concentrarsi sulle urgenze

 È sempre più difficile mantenere un equilibrio tra performance immediata e direzione di lungo periodo per chi guida un’azienda.

Un tema d’insonnia

È quanto emerge dal nuovo CEO Insomnia Index di Boston Consulting Group (BCG), che analizza le fonti di pressione e le vulnerabilità ai vertici delle imprese attraverso un’indagine su circa 500 CEO di aziende con fatturato compreso tra 100 milioni e 5 miliardi di dollari, combinata con l’analisi dei dati relativi al turnover degli amministratori delegati nell’indice S&P 1200.

Oggi l’agenda dei CEO è spesso occupata da urgenze e quando le priorità di breve termine assorbono una quota rilevante del tempo i livelli di stress aumentano, con effetti diretti sulla capacità di mantenere una visione strategica e anticipare i rischi.

 Una componente standard del ruolo

Lo stress, del resto, è da sempre una componente del ruolo, ma oggi assume una dimensione più pervasiva: oltre il 70% degli amministratori delegati riporta livelli riconducibili a una soglia clinicamente elevata, con un punteggio medio di 66,7 su 100, segnale di una pressione strutturale che attraversa mercati, settori e geografie.

Bilanciare la performance di breve termine con la crescita di lungo periodo è sempre stato un punto di tensione per i CEO, ma oggi devono farlo con meno tempo e sotto lo sguardo sempre più attento di board più preparati e coinvolti.

L’interlocuzione col chief financial officer

Più di un CEO su quattro individua nel Chief Financial Officer (CFO) la principale minaccia alla propria sicurezza nel ruolo, seguita dal COO (24%) per la sua vicinanza al board e il presidio diretto su performance, capitale e rischio. La tensione si riflette anche nel funzionamento della prima linea manageriale: 57% dei CEO europei prevede cambiamenti nel proprio leadership team nei prossimi sei mesi (54% negli Stati Uniti).

A queste si affianca un’intensificazione delle pressioni da parte degli stakeholder interni. I consigli di amministrazione risultano il gruppo più stressante: un CEO su tre afferma di avere oggi più da dimostrare al proprio board rispetto a soli sei mesi fa, mentre il 94% dichiara di essere comunque pienamente o generalmente allineato con esso, segno che anche relazioni solide non riducono il livello di scrutinio.

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