Il CAF UK Giving Report 2026 fotografa un cambiamento profondo nella cultura della donazione nel Regno Unito: la generosità non è scomparsa, ma è diventata più fragile, selettiva e condizionata da costi della vita, sfiducia e minore abitudine al dono.
Secondo CAF, negli ultimi dieci anni il Paese ha perso circa sei milioni di donatori: nel 2016 il 69% degli adulti aveva donato o sponsorizzato qualcuno, mentre nel 2025 la quota è scesa al 55%. Per il secondo anno consecutivo, solo il 50% delle persone ha fatto una donazione diretta a un ente benefico.

La caduta del donato in UK
Il dato economico più rilevante è la caduta del totale donato: nel 2025 il pubblico britannico ha donato circa 14 miliardi di sterline, contro i 15,4 miliardi del 2024. È il primo calo dal 2021 e deriva soprattutto dalla diminuzione dell’importo medio mensile donato, passato da 72 a 65 sterline. CAF stima inoltre che, se la partecipazione fosse rimasta ai livelli del 2016, il settore avrebbe ricevuto 12,4 miliardi di sterline in più nell’arco del decennio.
Il report evidenzia anche che la partecipazione civica resta ampia: l’84% delle persone ha svolto almeno un’attività collegata alla società civile, come donare denaro o beni, comprare in charity shop, firmare petizioni o fare volontariato.

Dono economico sotto pressione
Tuttavia, il dono economico è sotto pressione. La ragione principale per cui le persone non donano è l’impossibilità economica: il 49% dei non donatori dichiara di non poterselo permettere, in aumento dal 44% del 2024. Questo equivale a circa una persona su cinque nel Regno Unito.
Le modalità di donazione mostrano continuità ma anche segnali di fragilità. Direct debit e standing order restano tra i canali più usati, ma nel 2025 circa 2,8 milioni di persone hanno cancellato una donazione regolare. Allo stesso tempo, quasi un terzo dei donatori continua a usare il contante.

Meno abitudine al dono
Sul fronte delle cause, le organizzazioni sanitarie hanno il sostegno più ampio, mentre le cause religiose ricevono meno donatori ma importi medi più alti. Preoccupa il calo del sostegno all’aiuto internazionale: i donatori per overseas aid e disaster relief sono scesi dal 19% del 2016 all’11% del 2025, con un forte arretramento in termini reali.

La conclusione del report è chiara: le charity non possono più contare sull’abitudine al dono. Devono ricostruire fiducia, mostrare impatto, personalizzare la relazione con i donatori e lavorare insieme al governo per modernizzare strumenti come il Gift Aid e rilanciare una cultura nazionale della donazione.



