Armi, ecco i Paesi leader per import ed export. Boom italiano

Dal boom demografico ed economico degli Anni Sessanta a quello nell’export di armi degli Anni Venti del 2000. Così il trend dell’Italia, alle prese con il nuovo equilibrio – instabile – della geopolitica. I nuovi dati SIPRI aggiornati al periodo 2021–2025 mostrano una trasformazione profonda nei flussi globali di armi, spinta soprattutto dall’invasione russa dell’Ucraina e dal conseguente riarmo europeo.

L’Europa supera infatti Asia e Medio Oriente diventando la principale regione importatrice, mentre gli Stati Uniti consolidano la leadership nelle esportazioni. Marginale risulta, la domanda africana, nonostante il governo sia investito da una miriade di conflitti.

Anche l’Italia avanza nettamente, entrando stabilmente nel gruppo dei principali esportatori mondiali.

Secondo il fact sheetTrends in International Arms Transfers, 2025” pubblicato da SIPRI a marzo 2026, il volume globale dei trasferimenti di armi cresce del 9,2% rispetto al quinquennio precedente, trainato da un aumento del +210% delle importazioni europee.

 

Europa: il nuovo epicentro del mercato globale delle armi

L’Europa riceve il 33% delle importazioni mondiali nel periodo 2021–25, rispetto al 12% del quinquennio precedente. Ucraina, Polonia e Regno Unito sono i tre principali acquirenti europei, mentre quasi metà delle forniture proviene dagli Stati Uniti.

L’Ucraina da sola diventa il maggiore importatore mondiale, assorbendo il 9,7% delle importazioni globali, un dato impressionante se confrontato allo 0,1% del periodo 2016–2020.

La spinta al riarmo coinvolge tutto il continente, con gli Stati europei che moltiplicano ordini di caccia F‑35, sistemi antiaerei e missilistici di lunga gittata, acquistati principalmente dagli USA.

Italia: un esportatore in forte crescita

Sul fronte delle esportazioni, gli Stati Uniti mantengono la guida con una quota del 42% del mercato globale. Seguono Francia (9,8%) e Russia (6,8%). L’Italia registra invece una crescita significativa: secondo i dati SIPRI, le esportazioni italiane aumentano del 157%, facendo salire il Paese al sesto posto mondiale.

Le principali destinazioni dell’export europeo (compreso quello italiano) restano Asia, Medio Oriente e Nord Africa, mentre solo una parte minoritaria resta all’interno dell’Unione Europea.

Africa: importazioni in calo, ma con diversi poli di domanda

A differenza dell’Europa, il continente africano registra un calo marcato delle importazioni: –41% rispetto al periodo precedente. L’Africa rappresenta oggi solo il 4,3% del totale mondiale.

I dati disponibili mostrano però un panorama eterogeneo: alcuni Paesi nordafricani restano forti acquirenti (come Egitto e Algeria, seppur non citati direttamente nei dati 2021–25), mentre l’Africa subsahariana risente maggiormente di instabilità politica, bilanci limitati e difficoltà logistiche.

 

Ranking mondiale degli importatori (2021–2025)

(in base ai dati SIPRI)

  1. Ucraina – 9,7% delle importazioni globali
  2. India – seconda maggiore importazione globale (dati confermati da SIPRI)
  3. Arabia Saudita – 6,8%
  4. Qatar – 6,4%
  5. Pakistan – tra i primi cinque al mondo

 

Ranking mondiale degli esportatori (2021–2025)

  1. Stati Uniti – 42% dell’export globale
  2. Francia – 9,8%
  3. Russia – 6,8% (in forte calo)
  4. Germania – 5,7%
  5. Cina – 5,6%
  6. Italia – in forte crescita, salita al sesto posto grazie a +157% di export

Tutti i Reports

baby

Data Portal

Ricerche e report sul mondo della filantropia.

Analisi e prospettive sull’Africa.