Rapporto Terzjus, Terzo Settore in piena crescita e maturazione

Il Terzjus Report 2025, a cura della Fondazione Terzjus, arriva alla fine di un anno molto significativo per il terzo settore e rappresenta oggi il principale strumento di analisi sullo stato di salute e sull’evoluzione del Terzo Settore italiano, monitorando i cambiamenti del suo quadro normativo, organizzativo e socio‑economico.

Sull’evoluzione del diritto del Terzo Settore, della filantropia e dell’impresa sociale, ha parlato in sede di presentazione dello studio Luigi Bobba, presidente delle Fondazione, con un intervento intitolato “Terzo Settore 2025. Non solo numeri, ma persone, volontari, lavoratori, reti e community” (in allegato nel Report le slides di Bobba).

Il rapporto fotografa un comparto in forte crescita, con un’accelerazione marcata che arriva a compiere il percorso avviato dalla legge del 2016. Il decennio consacra il Terzo Settore come un attore sempre più strategico del sistema Paese, impegnato per il benessere collettivo.

Nel Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS) si è superata la soglia dei 140.000 enti iscritti. Quasi la metà di essi (47%) è costituita da Associazioni di Promozione Sociale, confermando la vitalità di una componente che rimane centrale nei territori e nell’infrastruttura sociale italiana.

L’avanzamento del RUNTS è considerato un indicatore chiave dell’efficacia della riforma, poiché consente maggiore trasparenza, uniformità e certezza giuridica per le organizzazioni coinvolte.

Ben 4,7 milioni di volontari

Il report dedica ampio spazio anche all’analisi del volontariato in Italia, evidenziando una platea di 4,7 milioni di volontari e un volume complessivo di 84 milioni di ore annue di attività.

La trasformazione del volontariato è un tema ricorrente: emergono nuovi profili, come i “netattivisti”, cioè i volontari che operano prevalentemente o esclusivamente online, più giovani e più abituati agli ambienti digitali rispetto ai volontari tradizionali. Questa evoluzione pone sfide importanti per le reti associative, chiamate a sviluppare nuove strategie di coinvolgimento, formazione e accompagnamento.

18 milioni di italiani destinano il 5 per 1000 agli ETS

Parallelamente cresce la fiducia dei cittadini nelle organizzazioni non profit, come dimostra l’aumento dei contribuenti che destinano il 5 per mille agli ETS.

Tra il 2022 e il 2024 si registrano 1,4 milioni di contribuenti in più, per un totale di 18 milioni, e gli enti beneficiari salgono a 69.000. La legge di bilancio che ha elevato il fondo complessivo da 525 a 610 milioni di euro lascia prevedere che questo trend possa ulteriormente consolidarsi nei prossimi anni. Il 5 per mille emerge così come uno strumento maturo, capace di sostenere in modo significativo la sostenibilità economica del Terzo Settore.

Il report presenta inoltre una lettura approfondita del ruolo sociale ed economico del Terzo Settore, mettendo in evidenza la crescente partecipazione civica, la diffusione dell’amministrazione condivisa e la centralità delle organizzazioni della società civile nei processi di co‑programmazione e co‑progettazione con la Pubblica Amministrazione. Secondo Terzjus, il settore non solo resiste alle difficoltà, ma si consolida come “motore di sviluppo sociale”, grazie a modelli di governance più collaborativi, all’innovazione digitale e alla capacità di attivare reti comunitarie.

 

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