Nel panorama del corporate giving e della filantropia istituzionale, Fondazione Cariplo rappresenta un caso emblematico di come un ente privato possa raggiungere una scala d’impatto nazionale pur mantenendo una forte identità territoriale.
Il piano di attività per il 2026, approvato a fine 2025, conferma un impegno economico superiore ai 215 milioni di euro, in linea con l’anno precedente e in crescita significativa rispetto al 2024 (+40%). Si tratta di una delle più vaste programmazioni filantropiche in Italia, strutturata su oltre trenta iniziative che abbracciano settori chiave come ambiente, cultura, scienza e inclusione sociale.

Una filantropia anticiclica sostenuta da un patrimonio solido
La capacità della Fondazione di mantenere costante – e in alcuni casi crescente – il proprio livello di intervento anche nei momenti di maggiore complessità sociale ed economica deriva dalla solidità della gestione patrimoniale. Il patrimonio, che nel 2022 era di 7,9 miliardi, ha raggiunto nel 2026 una quota stimata tra 13,1 e 13,8 miliardi di euro, con una crescita del 66%. È grazie a questo approccio anticiclico che Cariplo può aumentare l’impegno economico proprio nei momenti in cui i bisogni del territorio si intensificano – un principio che molte aziende impegnate nel corporate giving guardano oggi con crescente interesse

Le quattro sfide di mandato
Dal 2026 la Fondazione struttura i propri interventi attorno a quattro “sfide di mandato”, ciascuna supportata da un budget dedicato di 20 milioni di euro.
Sul versante Disabilità, la novità più rilevante dell’anno è il lancio del programma “Destinazione Autonomia – La tua storia, insieme.”, con l’obiettivo di attivare 1.000 progetti di vita autonoma per persone con disabilità. Il modello integra inserimento lavorativo, autonomia abitativa e inclusione sociale, in collaborazione con Regione Lombardia. Attenzione marcata anche ai Giovani NEET. In Italia – e in Lombardia in particolare – i giovani che non studiano né lavorano superano i 150–160 mila. La Fondazione dedica una delle quattro sfide proprio a loro, con programmi pensati per ricostruire percorsi formativi e professionali. Terzo orizzonte d’intervento la Prima infanzia. Al centro in questo caso ci sono la prevenzione della povertà educativa, sostegno alle famiglie e lotta alle disuguaglianze nei primissimi anni di vita. Il versante dell’attenzione alle Persone detenute, è la nuova sfida del 2026.

Le parole di Azzoni
Si parte con un budget specifico di 20 milioni volto a sostenere inclusione, formazione e percorsi di reinserimento sociale dopo il carcere. “Oggi occorre fare di più”, ha sintetizzato il Presidente Giovanni Azzone, ricordando lemolteplici sfide che caratterizzano il momento attuale: “Il 2025 è stato un anno intenso, in cui abbiamo aumentato le risorse a disposizione rispetto al passato. Anche per il 2026, sono stati messi a budget oltre 215 milioni di euro. Continuiamo ad ascoltare territori e operatori, cercando di rispondere ai bisogni reali: dobbiamo anticipare i problemi prima che esplodano. Siamo particolarmente attenti ai giovani che non studiano né lavorano, oltre 150mila solo in Lombardia. Vogliamo offrire loro nuove opportunità.
Non trascureremo le attività tradizionali, con bandi e progetti culturali, scientifici, ambientali e sociali, sempre con un approccio multidisciplinare. E abbiamo deciso di fare un passo in più: impegnarci per chi è detenuto in carcere, spesso ai margini e senza prospettive. Vogliamo costruire nuove alleanze con istituzioni e imprese, nel nostro territorio ma anche a livello nazionale e internazionale. A guidare le numerose attività della Fondazione – ha concluso il Presidente – è una priorità chiara: contrastare le disuguaglianze crescenti. Non possiamo accettare che questa forbice continui ad allargarsi.”

Un approccio intersettoriale e basato sui dati
Nel 2026 la Fondazione prevede 17 bandi e 26 programmi e progetti, molti dei quali sviluppati con un approccio intersettoriale che mette in connessione competenze, discipline e reti di attori diversi. Caratteristica distintiva del modello Cariplo è l’adozione di KPI chiari e strumenti analitici che guidano sia la progettazione sia la valutazione dell’impatto, una pratica ormai imprescindibile anche nelle strategie delle aziende impegnate in iniziative ESG.
La Fondazione opera inoltre attraverso una rete capillare di 16 Fondazioni di Comunità, che consentono di intercettare bisogni locali e portare la filantropia anche nei territori marginali.
Una filantropia con un perimetro principalmente nazionale
Uno dei tratti più riconoscibili della filosofia Cariplo è il suo forte orientamento domestico. Pur mantenendo aperture verso connessioni con l’Europa e scenari globali – una delle quattro linee guida strategiche è infatti “Ampliare gli orizzonti” – la Fondazione concentra la stragrande maggioranza delle risorse, dei partner e dei programmi sul territorio italiano.
Questa scelta riflette una visione precisa: il radicamento territoriale è il principio cardine della propria identità filantropica. Intervenire là dove il proprio patrimonio è stato generato e dove si può costruire un ecosistema di attori stabili, affidabili e coordinati rappresenta, per Cariplo, la strada più efficace per generare valore e contrastare le disuguaglianze. L’orizzonte internazionale non è escluso, ma rimane complementare rispetto a una mission fortemente ancorata alle comunità italiane.



