Un grande accordo trilaterale sull’intelligenza artificiale. Il 19 febbraio 2026, a Nuova Delhi, è stato siglato un patto strategico tra Italia, India e Kenya per favorire la diffusione delle infrastrutture e delle applicazioni di intelligenza artificiale (AI) nel continente africano.
L’intesa, sottoscritta a margine dell’AI Impact Summit 2026, rappresenta uno degli sviluppi più significativi nella cooperazione tecnologica internazionale degli ultimi anni, segnando un cambio di passo nell’approccio alla trasformazione digitale nei Paesi del Sud Globale.
Trilaterale strategico per l’Italia
L’accordo rientra nel quadro del Piano d’Azione Strategico India–Italia 2025-2029 ed è pienamente allineato con gli obiettivi del Piano Mattei, la strategia italiana dedicata allo sviluppo sostenibile e alla cooperazione con l’Africa. La firma è avvenuta alla presenza del ministro italiano delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, del ministro indiano dell’Elettronica e delle Tecnologie dell’Informazione, Ashwini Vaishnaw, e del ministro keniota dell’Informazione, Comunicazioni ed Economia Digitale, William Kabogo Gitau.
Un progetto ambizioso per accelerare l’adozione dell’AI in Africa
Il cuore dell’intesa è la creazione di un percorso strutturato per favorire l’adozione dell’AI in Africa attraverso azioni concrete, scalabili e misurabili. A partire dal 2026, infatti, i tre Paesi avvieranno quindici casi d’uso prioritari ad alto impatto, con l’obiettivo di contribuire alla creazione di oltre cento progetti di diffusione dell’AI nei Paesi del Sud Globale. Questi progetti spaziano dalla sanità digitale all’educazione, dall’agricoltura smart alla gestione dei servizi pubblici, fino allo sviluppo di infrastrutture tecnologiche avanzate.
La collaborazione prevede il coinvolgimento diretto dell’AI Hub for Sustainable Development, promosso dal Mimit insieme all’UNDP durante la Presidenza italiana del G7.
Per l’India parteciperà la EkStep Foundation / People+AI, mentre per il Kenya sarà attiva la Direzione per l’Economia Digitale e le Tecnologie Emergenti. Insieme, questi attori avranno il compito di costruire modelli operativi condivisi, rafforzare le competenze e creare soluzioni in grado di passare rapidamente dalla fase pilota alla scalabilità su larga scala.
Focus sulla Voice AI e abbattimento delle barriere linguistiche
Uno degli elementi più innovativi dell’accordo è l’investimento nella Voice AI per le lingue africane. In un continente caratterizzato da un’enorme varietà linguistica, lo sviluppo di modelli vocali inclusivi rappresenta una leva cruciale per rendere l’accesso ai servizi digitali davvero universale. Questo aspetto è particolarmente importante nei settori dell’assistenza sanitaria, dell’istruzione e delle comunicazioni governative, dove la comprensione linguistica può determinare o meno l’efficacia di una politica pubblica.
La Voice AI, infatti, permette di integrare nei sistemi digitali lingue oggi poco rappresentate nei modelli di intelligenza artificiale globali, contribuendo così non solo all’inclusione digitale, ma anche alla preservazione di culture e identità linguistiche spesso a rischio.

Governare la trasformazione
Per monitorare e guidare l’implementazione dei progetti, l’accordo prevede la creazione di un gruppo di lavoro trilaterale Italia–India–Kenya. Questo organismo avrà il compito di coordinare i primi quindici casi d’uso, verificare la coerenza con le strategie nazionali, garantire il rispetto della sovranità dei dati e assicurare che le soluzioni adottate siano trasparenti, inclusive e rispettose dei diritti fondamentali. La Lettera di Intenti firmata dai tre Paesi è infatti di natura non vincolante, ma ribadisce l’impegno per uno sviluppo dell’AI etico e responsabile.
Una diplomazia tecnologica che cambia gli equilibri
L’accordo segna un punto di svolta per la diplomazia tecnologica italiana. L’Italia si posiziona come ponte fra l’India – uno dei principali poli globali di innovazione – e l’Africa, un continente con un enorme potenziale demografico e tecnologico. L’India, a sua volta, rafforza il proprio ruolo di hub tecnologico a livello globale, mentre il Kenya consolida la propria leadership digitale nell’Africa orientale.
Il ministro Urso ha evidenziato come l’intesa permetta ai tre Paesi di trasformare la cooperazione in progetti concreti, in grado di produrre benefici tangibili per lo sviluppo sostenibile. L’accordo, in questo senso, apre la strada a nuove forme di partnership e investimenti, delineando un modello di collaborazione che potrebbe essere replicato anche in altre aree del mondo.
