Guinea elegge Doumbouya, Uganda al voto con Museweni. Tra proteste

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Mamady Doumbouya eletto quasi con un plebiscito presidente della Guinea il 30 dicembre. Yoweri Museveni che punta sulla rielezione in Uganda, il 15 di gennaio. In entrambi i casi le proteste dell’opposizione sono state potenti e importanti, ma sembrano non sortire alcun effetto.

Il 2025 in Africa è stato tutto un susseguirsi di elezioni presidenziali contestate, con le opposizioni più agguerrite non rappresentate al voto. E’ successo così in Tanzania, dove è stata confermata Samia Suluhu nel cuore dell’autunno, con gli incidenti e le manifestazioni che vengono stroncate dall’esercito anche nelle giornate recenti. Il caso delle Guinea è per molti versi esemplare, perché racconta di come di regola cambiano le governance nella maggior parte dei Paesi del continente.

L’esemplare caso di Doumbouya

Mamady Doumbouya, già capo della giunta della Guinea che aveva fatto un colpo di stato nel 2021, si era impegnato a non candidarsi. Ebbene, il leader della giunta ha ottenuto l’86,72% dei voti al primo turno, ma ai principali leader dell’opposizione è stato impedito di candidarsi. L’affluenza alle urne si è attestata all’80,95%.

Tuttavia, un movimento di cittadini ha chiesto il ritorno al governo civile e ha messo in discussione i dati. “Una stragrande maggioranza dei guineani ha scelto di boicottare la farsa elettorale”, ha dichiarato lunedì il Fronte Nazionale per la Difesa della Costituzione.

In Uganda

In Uganda, racconta Reuters, la polizia ugandese ha arrestato un importante attivista per i diritti umani, mentre il governo del presidente Yoweri Museveni, in carica da tempo, intensifica la repressione del dissenso e dell’opposizione politica.

Sarah Bireete, responsabile di un’organizzazione per i diritti umani e frequente commentatrice antigovernativa su TV e radio locali, è sotto custodia della polizia. Avvocato e direttore esecutivo del Centre for Constitutional Governance (CCG), ha criticato una serie di azioni governative ai danni delle opposizioni.

Le elezioni di gennaio vedranno contrapposti il ​​presidente in carica Museveni, 81 anni, al potere dal 1986, e la pop star diventata politica Bobi Wine.

Wine, 43 anni, e il suo partito, la Piattaforma di Unità Nazionale, affermano che centinaia di loro membri sono stati arrestati quest’anno, anche durante le campagne elettorali, in una mossa volta a intimidire i suoi sostenitori e minare il morale del partito. Wine è stato malmenato dalle forze di sicurezza mentre era in campagna elettorale nel nord del Paese.