La Coppa d’Africa 2025 si è appena conclusa con la vittoria tra le polemiche del Senegal sul Marocco, paese ospitante, alla fine di una bella e riuscita edizione del torneo di calcio.

Un chiaro successo commerciale. ll numero di partner commerciali è aumentato: dai nove durante la Coppa d’Africa CAF Camerun 2021 ai 17 durante la Coppa d’Africa CAF Costa d’Avorio 2023. Per l’edizione 2025 in Marocco, la CAF ha continuato ad attrarre più partner e ora conta 23 sponsor. Il tutto con un aumento dei ricavi complessivi del 90%.

L’unione d’intenti (Pamoja) Kenya, Uganda e Tanzania si sta preparando ad ospitare la Coppa d’Africa 2027 molto fattivamente e conta di fare altrettanto bene.
Coppa d’Africa per Ruto, Museweni e Samia
Il Kenya sta sostenendo un enorme piano di investimenti pubblici, integrato da bond infrastrutturali nazionali, partnership con imprese cinesi e collaborazioni degli emiri. Si punta alla costruzione di 25 nuovi stadi entro il 2027, fra cui, progetto faro, il Talanta Sports City Stadium (60.000 posti) di Nairobi. Lo Stato dichiara piena conformità agli standard CAF, confermata dalla visita di benchmarking in Marocco del gennaio 2026.
La narrativa – molto in voga sulla stampa nordafricana – secondo cui la Tanzania sarebbe “in ritardo” non trova riscontro nei dati. Anzi, le infrastrutture tanzaniane risultano fra le più avanzate dell’intera candidatura unitaria.
Il nuovo stadio di Arusha – realizzato dal China Railway Construction Engineering Group – non è ancora pronto, ma il progetto è in fase molto avanzata e sulla buona strada per essere completato fra luglio e dicembre 2026.

Ed è avanti anche il processo di adeguamento del Benjamin Mkapa Stadium di Dar es Salaam, mentre sarebbe già okay l’Amaan Stadium di Zanzibar. La strategia tanzaniana è decentrata e si investe molto su Arusha, non sulla sola capitale economica Dar es Salaam.
L’Uganda ha imboccato una strategia molto decisa e sorprendentemente rapida, incentrata soprattutto su Hoima City, considerata più strategica di Lira per accessibilità e lavori infrastrutturali collegati. L’Hoima City Stadium (20.000 posti, progetto cardine) realizzato da Summa International (Turchia) è stato appena completato e inaugurato da Yowery Museveni, poche settimane fa, appena prima di essere rieletto presidente.

Riassumendo la situazione, il Kenya sta investendo più di ogni altro, con una strategia molto centralizzata su Nairobi ma finanziariamente imponente e già visibile sul territorio. La Tanzania ha cantieri avanzatissimi, senza ritardi, con un nuovo stadio moderno e un piano distribuito su più città. L’Uganda ha già consegnato il principale stadio, con tempi record e una strategia logistica chiara, centrata sulla regione di Hoima.
Le tre nazioni appaiono dunque molto avanti, come ha confermato anche il presidente CAF Motsepe nel gennaio 2026 nel corso della fase finale del torneo rivinto dal Senegal. Motsepe ha tagliato corto alle speculazioni: l’edizione 2027 resterà a Kenya, Tanzania e Uganda, primo co–hosting a tre della storia. L’argomento centrale? Sviluppare il calcio in tutta l’Africa, non solo dove l’infrastruttura è già al top.
AFCON 2027 ha un significato politico rilevante, nonostante negli ultimi mesi le affinità e le amicizie tra Ruto, Samia e Museveni si siano in parte annacquate.
Il senso politico di Afcon 2027
Afcon 2027 ha un significato politico importante per il Kenya, che vota per il presidente ad agosto 2027, ma anche per Uganda e Tanzania, seppure in forme diverse.

Il governo Ruto può utilizzare l’avanzamento dei progetti AFCON — nuovi stadi, investimenti, visibilità internazionale — per alimentare una narrativa di competenza, modernizzazione e capacità di attrarre fiducia esterna.
L’Uganda dal canto suo ha appena rivotato per la presidenza e Yoweri Museveni è stato rieletto tra scontri e proteste di piazza. AFCON 2027 serve al governo e al suo clan come strumento di prestigio interno. Janet Museveni, ministra dell’Istruzione e dello Sport, ha già incorniciato il torneo come momento di “unità, trasparenza e orgoglio regionale”.
Il completamento del nuovo stadio di Hoima e gli investimenti collegati forniscono al governo una narrazione di efficienza, sviluppo e cooperazione regionale. In un Paese dove la competizione politica è compressa, AFCON assume il ruolo di legittimazione esterna, mostrando un Uganda capace di ospitare eventi globali.
In un contesto invece descritto da ONG e media come segnato da repressione e contestazioni post‑voto, ospitare una vetrina continentale consente al governo di proiettare stabilità, efficienza.

Il significato politico per la Tanzania
Da una semi-dittatore all’altro, in Tanzania è stata appena rinnovata Samia Suluhu come presidente, anche in questo caso non senza proteste dell’opposizione interna. La presidente ha sostenuto il progetto fin dal 2023 come simbolo di integrazione regionale e di un Paese che vuole alzare l’asticella infrastrutturale. Il governo sta investendo molto per ridurre il gap rispetto ai Paesi leader del continente e AFCON. La Coppa diventa un modo per mostrare una ,Tanzania più moderna, connessa e attrattiva, in un continente dove la diplomazia sportiva sta crescendo.
L’avanzamento rapido dei lavori ad Arusha, più volte sottolineato dalle autorità, è diventato un messaggio politico interno di efficienza, programmazione e serietà amministrativa. Non c’è un’elezione immediata, ma c’è un forte ritorno in termini di stabilità percepita, leadership regionale e immagine internazionale. In tutti e tre i Paesi, AFCON 2027 è molto più che un torneo: è uno strumento di politica interna e regionale, di status e di diplomazia pubblica.