Autostrada Nairobi-Mombasa, scartata proposta Usa si ammoderna l’esistente

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L’ampliamento dell’autostrada Nairobi-Mombasa torna al centro della strategia infrastrutturale del Kenya, ma con un’impostazione profondamente diversa rispetto a quella immaginata appena due anni fa. Il Dipartimento del Tesoro ha annunciato che è in corso la valutazione delle offerte per la selezione del consulente che seguirà la strutturazione dell’operazione, dopo la pubblicazione della Request for Proposals (RFP) il 10 marzo 2026. Si tratta di un passaggio tecnico importante che conferma la volontà del governo di portare avanti un progetto considerato essenziale per la crescita economica del Paese.

Nairobi e Mombasa più vicine

La Nairobi-Mombasa Highway rappresenta infatti la principale arteria stradale del Kenya e uno dei collegamenti logistici più strategici dell’Africa orientale. Lungo questo asse transitano le merci provenienti dal porto di Mombasa e dirette non solo verso Nairobi, ma anche verso Uganda, Ruanda, Sud Sudan e Repubblica Democratica del Congo, attraverso il Northern Corridor, la rete commerciale che collega l’Oceano Indiano ai mercati dell’entroterra africano. L’aumento dei traffici degli ultimi anni ha però trasformato questa strada in uno dei principali colli di bottiglia del sistema logistico kenyota, con pesanti ricadute sui costi di trasporto e sulla competitività dell’intera regione.

L’attuale progetto nasce però da una svolta politica che affonda le proprie radici nella visita di Stato compiuta dal presidente William Ruto negli Stati Uniti nel maggio 2024. Fu quella missione diplomatica, la prima visita ufficiale di un capo di Stato africano a Washington dopo oltre quindici anni, a segnare il rilancio delle relazioni economiche tra Kenya e Stati Uniti. Tra gli accordi annunciati con grande enfasi figurava anche quello con la società americana Everstrong Capital per la realizzazione della Usahihi Nairobi-Mombasa Expressway, una nuova autostrada a pedaggio lunga circa 440 chilometri e dal valore stimato di 3,6 miliardi di dollari.

Bocciata la pista Usa

L’opera avrebbe dovuto essere finanziata attraverso capitali privati raccolti dall’investitore statunitense, diventando il simbolo della nuova cooperazione economica tra Washington e Nairobi e del tentativo del Kenya di diversificare i propri partner infrastrutturali, fino a quel momento dominati dalla Cina.

Il progetto, tuttavia, si è progressivamente arenato durante la procedura di valutazione prevista dalla normativa kenyota sui partenariati pubblico-privati (PPP). Gli organismi tecnici del Tesoro hanno ritenuto che la proposta non soddisfacesse i requisiti richiesti e hanno invitato Everstrong a rivedere radicalmente il piano. Il successivo ricorso della società americana è stato respinto, sancendo di fatto l’abbandono dell’ipotesi originaria.

Piuttosto che costruire una nuova autostrada, il governo ha scelto una soluzione ritenuta più sostenibile: ampliare e modernizzare il tracciato esistente della Nairobi-Mombasa Highway, riducendo i costi, limitando gli espropri e accelerando i tempi di realizzazione.

Infrastrutture nell’era Ruto

La decisione riflette un cambiamento più ampio nella politica economica del presidente Ruto. Pur continuando a considerare le infrastrutture uno dei principali motori dello sviluppo nazionale, l’esecutivo intende ridurre la dipendenza dal debito pubblico, cresciuto significativamente nell’ultimo decennio anche per effetto delle grandi opere finanziate con prestiti esteri.

Per questo motivo il governo sta cercando di costruire un nuovo modello di finanziamento basato su partenariati pubblico-privati, maggiore coinvolgimento di investitori istituzionali e un vasto programma di privatizzazioni. Con il Privatization Act del 2023, Nairobi ha riattivato un processo rimasto fermo per oltre dieci anni, aprendo alla cessione totale o parziale di numerose imprese controllate dallo Stato nei settori dell’energia, dei trasporti, della finanza e dei servizi. L’obiettivo è duplice: rendere più efficienti le aziende pubbliche e liberare risorse da destinare agli investimenti strategici, evitando di finanziare le nuove infrastrutture attraverso ulteriore debito.

L’ampliamento della Nairobi-Mombasa Highway rappresenta quindi il primo grande banco di prova di questa nuova strategia. Se il progetto verrà realizzato secondo i piani, il Kenya non solo rafforzerà il proprio ruolo di hub logistico dell’Africa orientale, migliorando i collegamenti tra il porto di Mombasa e i Paesi dell’entroterra, ma dimostrerà anche la volontà di inaugurare una nuova stagione di sviluppo infrastrutturale, fondata su capitali privati, partenariati con il settore privato e una gestione più prudente della finanza pubblica.