Assemblea Unione Africana ad Addis Abeba, Meloni ospite della plenaria

SOMMARIO

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Si parlerà dei destini dell’Africa alla 39ª Assemblea dei Capi di Stato e di Governo dell’Unione Africana (UA) prevista tra l’11  e il 15 febbraio ad Addis Abeba, in Etiopia. Se ne parlerà con una presenza italiana annunciata in gran pompa, quella della premier Giorgia Meloni, ospite d’onore nella sessione plenaria della giornata del 14.

Per i Paesi del continente si tratta di un evento importante, e la 51ª sessione del Comitato dei Rappresentanti Permanenti culminerà con l’insediamento della nuova Presidenza dell’UA, con la fine del mandato dell’Angola, alla guida dell’organizzazione sotto la leadership di João Lourenço. L’avvicendamento istituzionale coincide con una fase densa di sfide per il continente: instabilità politica in diverse aree, tensioni di sicurezza nel Sahel e nel Corno d’Africa, oltre alle pressioni economiche che molti Stati membri continuano ad affrontare. Finora all’incarico di è candidata solo la Republbica del Congo (Brazzaville) del presidente/patriarca Nguesso.

I temi del Summit

Al centro del dibattito interafricano ci saranno le minacce transnazionali (insurrezioni, terrorismo, instabilità nei paesi saheliani ed area del Corno d’Africa), l’integrazione continentale e il progresso dell’African Continental Free Trade Area (AfCFTA), la realizzazione di investimenti strategici per tutto il continente in infrastrutture, energia, istruzione, tecnologia.

Tra le altre priorità, il miglioramento delle istituzioni continentali e il consolidamento dei meccanismi per affrontare crisi politiche, economiche e securitarie, nel quadro dell’Agenda 2063 dell’Unione Africana, che mira a un’Africa prospera, integrata e pacifica.

L’Assemblea del 2026 è inoltre chiamata a confrontarsi con temi strutturali come lo sviluppo sostenibile, la trasformazione industriale, l’energia e il capitale umano: ambiti che rappresentano priorità per la crescita del continente e per il rafforzamento della sua autonomia strategica.

E’ prevista la presenza dei capi di Stato e di Governo dei 55 Paesi dell’UA, della commissione africana, dei rappresentanti delle comunità economiche regionali (RECs).

Giorgia Meloni parteciperà prima che alla plenaria dell’assemblea, il 13 febbraio ad Addis Abeba al Secondo Vertice Italia–Africa ad Addis Abeba. Il Vertice Italia–Africa del 13 febbraio è stato collocato espressamente a ridosso del Summit UA per rafforzare la sinergia politico-diplomatica con l’Africa.
Il Piano Mattei è la cornice strategica dell’azione italiana, con focus su energia, sviluppo sostenibile, infrastrutture, istruzione e agricoltura. L’Africa Orientale, in particolare, è cardine della proiezione italiana, in particolare attraverso il dialogo con Etiopia e Unione Africana.

Meloni e il presidente etiope Abiy

Il ruolo dell’Italia

La presenza di Giorgia Meloni ad Addis Abeba non è un episodio isolato, ma parte di una strategia diplomatica più ampia. Il giorno precedente, il 13 febbraio, sempre nella capitale etiope, si terrà il Secondo Vertice Italia–Africa, evento organizzato dal Governo italiano e annunciato ufficialmente a inizio 2026 come tappa centrale nel consolidamento delle relazioni tra Roma e i Paesi africani. Si tratta della seconda edizione di un vertice che, per la prima volta, sarà ospitato in Africa: una scelta fortemente simbolica, che intende valorizzare il rapporto diretto e paritario tra l’Italia e il continente.

La decisione di collocare il vertice alla vigilia dell’Assemblea UA rafforza la dimensione multilaterale della presenza italiana, facilitando il dialogo con le massime istituzioni africane e con numerosi Capi di Stato e di Governo presenti nella capitale etiope. Secondo Palazzo Chigi, questa impostazione conferma la volontà dell’Italia di costruire una partnership strutturata e duratura, rafforzando la credibilità del suo impegno in Africa.

Il Piano Mattei

L’azione italiana in Africa è oggi incardinata nel Piano Mattei, e cioè a un modello di cooperazione basato su reciprocità, pragmatismo e co-sviluppo, lontano da logiche estrattive del passato. Il Piano si articola su cinque assi principali: energia, infrastrutture, sviluppo sostenibile, istruzione e formazione, sanità e agricoltura.

La scelta dell’Etiopia come sede sia del Vertice Italia–Africa sia della partecipazione italiana al Summit UA non è casuale: l’Africa Orientale, e in particolare il Corno d’Africa, sono considerati dall’Italia aree strategiche per ragioni geopolitiche, economiche e di sicurezza. Questa regione è cruciale per la stabilità del Mar Rosso e delle rotte commerciali, ed è teatro di significativi processi di integrazione economica e trasformazione energetica.

Il Piano Mattei individua l’Africa Orientale come area prioritaria per sviluppare progetti in settori chiave quali energia rinnovabile, gestione delle risorse idriche, agricoltura sostenibile e formazione tecnica. Le relazioni con l’Etiopia – sede dell’Unione Africana e attore centrale nel continente – offrono all’Italia un punto di accesso privilegiato per dialogare con l’intero sistema panafricano. Le iniziative previste nel quadro del Piano mirano proprio a coniugare cooperazione allo sviluppo, diplomazia economica e stabilità regionale, in linea con gli assi strategici definiti dal Governo Italiano.

Le ricostruzioni riprese da varie testate riportano contenuti originati da Adnkronos, che descrive la missione come una verifica strutturale del Piano Mattei a due anni dal lancio del progetto. L’Etiopia viene definita “crocevia e spartiacque” dell’intera strategia italiana in Africa.
Il governo italiano presenterà un bilancio delle risorse mobilitate: 1,3-1,4 miliardi di euro nel 2025, provenienti da Fondo Italiano per il Clima, CDP e una linea multi-donor con la Banca Africana di Sviluppo.