Nelle aziende avanza l’Agent AI. Ma senza umani deficit fiducia

Gli AI agent non sono più semplici strumenti specializzati: possono gestire processi end-to-end con intervento umano minimo, trasformandosi da tool a veri ‘membri del team’ digitale. Ma questo sta portando ad una rapida sostituzione degli umani da certe funzioni nelle aziende? Una ricerca di Capgemini, ‘Rise of agentic AI’, fa il punto su questi processi e sviluppi.

AI Agent, cosa dicono le aziende

Un sondaggio è stato condotto su 1.500 dirigenti in 14 Paesi, con aziende da oltre 1 miliardo di fatturato. Emerge che il 14 % delle organizzazioni ha adottato AI agents almeno in parte (12 % parzialmente, 2 % su larga scala), il 23 % ha avviato pilot, e il 61 % è in fase esplorativa. Nei prossimi 12 mesi, però, solo il 15 % dei processi aziendali sarà semi‑ o completamente autonomo; questa quota arriverà al 25 % entro il 2028.

In ballo c’è una disruption con un potenziale impatto da 450 miliardi di dollari entro il 2028, attraverso aumento dei ricavi e riduzione dei costi.  Il 93 % dei leader aziendali ritiene che scalare gli AI agents entro 12 mesi darà un vantaggio competitivo. Ma ci sono alcune problematiche importanti di cui tenere conto.

Un problema di fiducia

In primis un problema di calante affidamento. La fiducia nei sistemi completamente autonomi è calata dal 43 % al 27 % in dodici mesi. Solo il 40–47 % delle organizzazioni dichiara fiducia nelle operazioni autonome. Oltre l’80 % delle aziende ha infrastrutture dati e AI immature, e meno del 20 % dimostra alto livello di prontezza.

Soluzione sinergica

L’AI agentica produce valore quando l’uomo resta nel ciclo decisionale: 3 su 4 dirigenti pensano che il supervised oversight compensi ampiamente i costi. Così emerge la tendenza ad affidarsi a squadre ibride uomo-AI. Entro un anno il 60 % delle organizzazioni le implementerà. Entro il 2028 saranno parte integrante in 38 % delle aziende.

Benefici attesi, il +65 % di engagement umano nelle attività ad alto valore, il +53 % di creatività, il +49 % di soddisfazione dei dipendenti.

Cosa bisogna fare

In questo contesto Capgemini individua sei mosse chiave per scalare gli AI agents con successo: redesign dei processi per l’integrazione end-to-end degli agenti; riprogettazione del workforce, introducendo nuovi ruoli e metriche per il lavoro collaborativo uomo-AI; bilanciamento autonomia‑supervisione, implementando checkpoint umani in processi critici; rafforzamento data & infrastrutture, investendo in governance, qualità, cloud‑native; guardrails etici e trasparenza, per mitigare bias, preservare privacy ed evitare black‑box; build, buy o hybrid, con il 62 % delle aziende che preferisce partner esterni per accelerare

L’AI agentica rappresenta una svolta, in grado di gestire compiti end-to-end e potenzialmente generare massicci ritorni economici. Tuttavia, fiducia, infrastrutture e readiness organizzativa restano ostacoli chiave. Il futuro così è inquadrato nella collaborazione sinergica uomo-AI, con processi ridisegnati e supervisione umana costante.

 

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